Cosa cambia con il Google Consent Mode V2?

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Da quel che abbiamo capito documentandoci sull’argomento, la cosa più interessante riguarda sicuramente il tracciamento delle conversioni delle campagne pubblicitarie Google, infatti con questo update Google riesce in qualche modo a bypassare il blocco del tracciamento di chi nega il consenso.

Ma andiamo con ordine.

Per prima cosa il consento mode v2 aggiunge due parametri per modulare il consenso dei dati di un utente (oltre a quelli già esistenti analytics_storage e ad_storage).

Questi nuovi parametri sono:

Ad_user_data: per impostare il consenso per l’invio dei dati a scopo pubblicitario

Ad_personalization: Per impostare il consenso per la pubblicità personalizzata

Inoltre ora con il nuovo cosent mode V2 anche se un utente nega il consenso al trattamento dei suoi dati, vengono comunque inviati a Google dei dati, ma in forma anonima. Questo gli permette poi di incrociarli con le conversioni avvenute su un sito, e riuscire cosi a ricondurle alle campagne da cui provengono, recuperando circa un 60% delle conversioni che non avrebbe tracciato.

Google Consent Mode v2 cosè e come funziona il google conversion modeling

Questo è possibile tramite il Google Conversion Modeling che prendendo in considerazione diversi fattori non indentificativi come Tipo di dispositivo, Tipo di conversione, Paese, Ora del giorno, Tipo di browser, Trend storico, riesce tramite il suo algoritmo a creare un “profilo anonimo” e ricollegarlo poi alle conversioni avvenute su un determinato sito. Per fare questo l’IA di Google confronta i dati di tutti i percorsi di conversione degli utenti che hanno dato il consenso con i dati raccolti in forma anonima. In questo modo è facile capire come si riesca ad ottenere benefici per le campagne di acquisizione sempre più basate sui dati, come ad esempio le Performance Max, e di remarketing.

Per sfruttare il Conversion Modeling c’è però una condizione, quella di avere almeno 700 clic giornalieri su un annuncio in un periodo di 7 giorni per paese. Questo permette all’algoritmo di superare l’iniziale frase di apprendimento e funzionare correttamente.

Qui il link all’articolo ufficiale di Google dove spiega la questione: https://support.google.com/google-ads/answer/10548233?hl=en

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